Per vedere emissioni di lava di una certa consistenza bisogna arrivare al 1983, quando una imponente eruzione sub terminale distrusse la funivia dell’Etna e parte della stazione di Nicolosi nord. Appena il tempo di ricostruire che nel 2001 e nel 2002 altre spettacolari eruzioni hanno nuovamente distrutto parte della funivia e sepolto tutte le sciovie e le piste internazionali di sci. Pazienza, abbiamo ricominciato e ricostruito ancora una volta più bello di prima! Se la lava dell’Etna, da un lato ha portato distruzione delle campagne e della città, dall’altro ha rappresentato un richiamo irresistibile per i forestieri, che affluiscono numerosissimi, attratti dai fenomeni vulcanici che offrono uno spettacolo grandioso, terribile ma nello stesso tempo affascinante e unico al mondo. Così Nicolosi, sin dal XIX secolo,  poco alla volta ha trasformato la propria economia da contadina e pastorizia a turistica, all’inizio ospitando i viaggiatori illustri (Goethe, Bayron, ecc.) poi aprendosi al turismo di massa. Si legge infatti nelle relazioni dei visitatori dell’ottocento come le locande di Nicolosi fossero ordinate, pulite ed accoglienti. In quel periodo nacquero delle nuove professioni, quali il mulattiere che trasportava le carovane di visitatori alle quote alte del vulcano e la guida dell’Etna. Oggi Nicolosi offre ai turisti accoglienti alberghi, ristoranti di prodotti tipici e, a Nicolosi Nord una moderna funivia e funzionali impianti di risalita. Nicolosi ha ormai tutte le carte in regola per competere con le maggiori stazioni turistiche italiane.